Lettere inedite #2

Seguito della corrispondenza di Itsuo Tsuda di cui pubblichiamo qualche lettera, con la gentile autorizzazione del signor e della signora Bel. Il link per leggere la prima lettera.Itsuo Tsuda au dojo, Paris

Si tratta qui delle risposte date da Itsuo Tsuda, tra il 1972 e il 1979, a una giovane coppia che comincia a praticare il movimento rigeneratore. Seguiremo così in queste lettere il loro desiderio di far conoscere, attorno a loro, nella loro città, questa scoperta.

Questa lettera faceva seguito a una lettera nella quale raccontavamo a Itsuo Tsuda del nostro soggiorno a Saanen nel mese di luglio, nel corso del quale abbiamo fatto praticare il movimento rigeneratore a un gruppo di persone- tra cui molti allievi di Yvon Achard, insegnante di yoga a Grenoble. La reazione del gruppo era stata entusiasta. La riflessione di Itsuo Tsuda sulla tendenza degli occidentali a mischiare tutto ci ha indotto a una grande prudenza. Abbiamo avuto cura di non utilizzare mai questo termine anche se le nostre sedute erano assolutamente identiche a quelle organizzate da Katsugen-kai. È anche in quel periodo che abbiamo preso la decisione di non accettare mai soldi dai partecipanti: “in famiglia e tra amici”… Andréine Bel

Saint-Maurice, 23 ottobre 1972

GuillemetCari amici,

Grazie per la vostra lettera. Devo per prima cosa felicitarmi per l’ardore con cui avete iniziato il lavoro e per i risultati che avete ottenuto.

La quarta dorsale è in relazione con l’apertura dell’esofago e il movimento del cuore. Abbiamo qui al nostro dojo qualche donna con la quarta dorsale rientrata. Mi astengo di solito dal dare questi dettagli perché in occidente abbiamo uno spirito meccanico. Si vuole subito agire sul punto con delle manipolazioni. Durante gli stage, ho avuto lamentele da parte dei partecipanti, perché c’erano dei tecnici della salute non potevano impedirsi di trafficare sulla colonna vertebrale. Risultati: male al collo, mal di schiena, mal di reni, ecc. Quando c’è molta gente, mi è difficile controllare tutte queste manovre nascoste che eseguono, spesso a dispetto della protesta del loro partner. È la ragione per cui non mi fido di parlare del Seitai in quanto tecnica. Vent’ anni di apprendistato non sono vane parole.

Detto questo, vorrei comunicarvi le mie riflessioni sullo sviluppo del movimento rigeneratore. Sapete senza dubbio meglio di me che in Francia, tutto quello che non è espressamente autorizzato, è vietato. La mentalità è, prima di tutto, giuridica. Tenuto conto di questa situazione, abbiamo formato l’associazione Katsugen-kai secondo la legge del 1901, per essere ben coperti dal punto di vista giuridico. Le denominazioni “Katsugen-kai” e “movimento rigeneratore” appartengono alla nostra associazione. Ho dunque diritto a esprimere la mia opinione, a condizione che non attenti alla Sicurezza dello Stato. La mia opinione, pubblicata sotto forma di quaderni, è filosofica e culturale, ma non politica.
Abbiamo anche diritto di praticare la ginnastica chiamata movimento rigeneratore, tra i membri della nostra associazione.

Se il movimento ha il vantaggio di essere facilmente accessibile, perché non comporta nessuna conoscenza né tecnica, questo stesso vantaggio può presentare degli inconvenienti. Il caso mi ha insegnato che c’è un certo numero di persone che si sono lanciate come insegnanti di movimento rigeneratore, senza che io ne sapessi niente. Alcuni tra loro sono alle prese con enormi difficoltà, perché devono affrontare delle reazioni inaspettate, e sono completamente nel panico.

In Giappone c’è un centinaio di Katsugen-kai i cui responsabili sono riconosciuti dal Maestro Noguchi e la loro lista è pubblicata nei periodici della Società Seitai. Questi responsabili hanno un’esperienza che va dai dieci ai trent’anni, o anche quarant’anni e conoscono tutte le reazioni perniciose dell’animo umano. Assistono regolarmente agli stage del Maestro Noguchi. Devono organizzare con Tenshin, il cuore di cielo puro, con disinteresse totale.

Se, in Francia, si diventa insegnanti di movimento dopo la lettura di uno o due fascicoli, ciò prova che i francesi sono intelligenti, ma non prova che abbiano agito con il disinteresse desiderato. Temo che un giorno si arrivi ad un’anarchia completa e sarebbe veramente deplorevole.

Katsugen-kai è un neonato che ha bisogno di tutto l’affetto dei genitori. La minima disattenzione può causarne la morte. Dico questo, non per scoraggiarvi, ma anzi, per mettervi in guardia su tutti i pericoli di annientamento.

In U.R.S.S. tutti quelli che esprimono un’opinione non conforme alla dottrina ufficiale sono internati nei manicomi. Negli Stati Uniti, chi agisce contro i grossi capitali può aspettarsi degli incidenti misteriosi. In Francia, si è liberi di esprimersi ma non di agire. Si è già fortunati di aver acquisito il diritto di praticare una certa ginnastica.

L’amministrazione è una potenza anonima contro la quale la volontà di qualche individuo non può niente. Decide ma non si prende alcuna responsabilità. Dirà: se è così, è così.

Finché il movimento resta all’interno della nostra associazione, non c’è pericolo. Possiamo fare tutto quello che vogliamo. Ma appena l’attività esce dal quadro e si vede il pullulare dei Katsugen-kai e degli insegnanti, questo caos provoca inevitabilmente l’intervento delle autorità pubbliche.

Se dite che è una ginnastica, esigeranno un diploma di Stato del Ministero dello Sport. Se dite che ci sono effetti terapeutici, il Ministero della Sanità vieterà la pratica, perché è contraria alla dottrina ufficiale. Anche i medici diplomati non possono deviare da questo cammino tracciato in precedenza. Mi è stato citato, molto recentemente, il caso di due medici non conformisti, incolpati di non aver fatto ricorso alla farmacia, che rappresenta la quarta grande industria francese.

La mia posizione è che rappresento una certa maniera di pensare con esercizio pratico. Si ha libertà d’opinione e quindi posso diffondere il mio pensiero. Se praticate in privato, in famiglia o tra amici, non ci sarà problema. Siate prudenti appena provate ad agire all’esterno.

Se posso scegliere un ministero, sarà quello della Cultura. La Cultura può presentare una facciata più vaga e meno strutturata di quella di altri ministeri. È per questo che insisto sulla diffusione dei miei quaderni.

Sono d’accordo con il formare dei centri in provincia, perché non tutti abitano a Parigi. Solo voglio agire con prudenza perché tutto non sia un fuoco di paglia. Non voglio che Katsugen-kai sia schiacciato prematuramente. Non è che cerco di ottenere delle prerogative, anzi sono d’accordo di lasciare tutto tra le mani dei francesi il giorno in cui Katsugen-kai sarà ben avviato.

Conosco molto bene Tamura, da Tokyo. Ad Annecy, nel luglio ’70, mi ha chiesto di iniziare tutti i suoi allievi al movimento, Ho fatto tre sedute e il risultato non era cattivo.

Non agite ancora in nome di Katsugen-kai perché l’affiliazione non è ancora decisa. Fate a titolo di dimostrazione pratica, in vista della formazione di un centro in futuro.

Con amiciziasignature itsuo tsuda,

                               Itsuo Tsuda