Archives par mot-clé : écologie du corps humain

Buongiorno Malattia #1

Intervista a Régis Soavi sul Katsugen Undo (o Movimento rigeneratore), una pratica elaborata da Haruchika Noguchi e diffusa in Europa da Itsuo Tsuda: articolo di Monica Rossi pubblicato sulla rivista « Arti d’Oriente » (num. 4 / maggio 2000).

 » Dopo aver letto i libri di Itsuo Tsuda (1914-1984), affascinata dalle sue argomentazioni che spaziano liberamente tra l’Aikido, i bambini e il modo in cui nascono, le malattie e i ricordi di Ueshiba Morihei e di Haruchika Noguchi, volevo saperne di più: mi era rimasta la sensazione che qualcosa mi sfuggisse.

Ho cominciato la mia investigazione su cosa consistesse effettivamente questo Movimento rigeneratore (katsugen undo) di cui parla Tsuda, un movimento spontaneo del corpo che sembra poterlo rimettere in equilibrio senza aver bisogno di intossicarlo con le medicine. Concetto antico, ma tuttora rivoluzionario, soprattutto nella nostra società. Non sono riuscita a ottenere risposte soddisfacenti alle mie domande: chi aveva praticato il Movimento rigeneratore non riusciva a descrivermi che cosa fosse; la risposta era sempre: « devi provare per capire; e la prima volta rimarrai sicuramente un po’ scossa ». Così mi sono decisa. La scuola che fa riferimento agli insegnamenti di Itsuo Tsuda è a Milano la Scuola della Respirazione. Lì si praticano Aikido e Movimento rigeneratore (in sedute separate). Per poter frequentare le sedute di movimento, però, bisogna prima frequentare uno stage condotto da Régis Soavi, che ha portato avanti il lavoro di Tsuda in Europa, durante un week-end.Regis Soavi en conférence

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Per una ecologia del corpo umano

Dicembre 2013 « Il Manifesto ». Intervista a Régis Soavi Sensei, maestro di Aikido che da oltre trent’anni fa conoscere il «Katsugen undo», pratica giapponese che ci fa ritrovare le capacità naturali.

regis soavi aikidoOggi molte per­sone con idee poli­ti­che diverse o anche prive di una idea poli­tica defi­nita, si pre­oc­cu­pano di come i loro com­por­ta­menti indi­vi­duali pos­sono influire sull’ambiente: acqui­stare pro­dotti bio­lo­gici e a”km-zero”, rici­clare meglio i rifiuti, sce­gliere for­ni­tori di ser­vizi più rispet­tosi dell’ambiente, ridurre il con­sumo ener­ge­tico, ecc.

A livello di dibat­tito poli­tico comun­que, la reto­rica eco­lo­gi­sta fun­ziona sem­pre, anche in tempo di crisi.

In ogni caso, l’attenzione col­let­tiva verso le con­di­zioni e la qua­lità della terra, dell’aria e dell’acqua, per diverse ragioni, che sia per senso di respon­sa­bi­lità o a volte, sem­pli­ce­mente per busi­ness, è alta. Ci si pre­oc­cupa delle sostanze con cui tutti gli esseri viventi entrano in con­tatto: piante, ani­mali ed esseri umani, siano que­ste nutri­tive, medi­ci­nali o tos­si­che.

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